
Una parentesi devo dedicarla necessariamente ai soggetti più entusiasti di farsi fotografare: i bambini!
Le principali bellezze del Tibet, conosciute da tutti, sono i monasteri e i paesaggi. Ma c'è un altro aspetto, per nulla secondario, che rende questa terra unica: la gente che ci abita. E tra questi, i bambini sono quelli che riescono, più di ogni altra cosa, a canalizzare l'attenzione e, naturalmente, l'obiettivo!
Ho fatto diversi fuori-programma nei piccoli villaggi sperduti nelle montagne: realtà rurali non abituate alla presenza dei turisti, dove lo stile di vita è fermo da tanti anni. Non si trova né elettricità né altri agi e la gente vive una povertà dignitosa, tipica dei contadini.
Entrando in questi agglomerati di case, si assiste quasi sempre alla stessa scena: una certa curiosità/diffidenza della gente, che subito percepisce l'estraneo. Si scorgono donne affacciate alla porta, che guardano incuriosite e, successivamente, si chiudono in casa; bambini nelle stradine limitrofe che girano attorno al "luogo del misfatto", cercando di non farsi scorgere; altri che, una volta incrociati, scappano per non farsi fotografare. È arrivato il momento di "presentarsi" e fare amicizia.
Sono contrario a chi va in giro per questi posti distribuendo denaro. Così si trasmette un'idea errata, abituando queste popolazioni a considerare i turisti una risorsa a cui chiedere l'elemosina.
Molti sono concordi che è giusto dare oggetti che aiutino a migliorare direttamente le loro condizioni, come ad esempio penne e quaderni per studiare, dentifricio, spazzolini da denti ecc.
Personalmente ho scelto la via del "cibo". Ho portato con me una piccola scorta di uva passa, qui sconosciuta come sapore, che offro ai più curiosi per tentare un approccio. Mi considero come un ospite inatteso che, trovandosi in casa altrui, porta un piccolo dono per presentarsi.
Le reazioni non tardano a manifestarsi: in meno di cinque minuti ho metà villaggio intorno!
Impossibile descrivere le emozioni e l'unicità di questi momenti; alcuni mettono a disposizione la propria casa per una visita, altri chiedono uvetta, altri ancora una foto! La curiosità è reciproca: da entrambi le parti c'è uno studiarsi e un osservarsi, in maniera allegra e rilassata.
I bambini sono i più curiosi. Anche grazie al fatto che ho una reflex digitale, e quindi posso mostrare subito gli scatti, c'è la fila per farsi la foto e guardarsi nel piccolo schermo... in certi momenti si crea una ressa in cui vengo travolto: percorro decine di metri, spinto dai bambini che si accalcano davanti alla macchina.
Faccio tante foto, ma non sono in grado di controllare bene gli scatti: l'emozione è troppo forte e tutto diventa secondario.
Dopo un po' vado via, seguito dai saluti festosi di tutti. Indimenticabile!
data di pubblicazione
2 Set 2006
data dello scatto
6 Ago 2006
Canon EOS 350D + EF-S 17-85mm f/4-5.6 IS USM