
"I viaggiatori sono soltanto coloro
che partono per partire, col cuore lieve,
simile a un pallone; non si separano mai
dal loro destino e, senza sapere perché,
dicono sempre: andiamo!"
(Charles Baudelaire - I fiori del male)
In effetti sono partito per questa meta seguendo un po' lo spirito della frase di Baudelaire: il paese che inizialmente mi ero prefisso di visitare era un altro ma alcuni intoppi dell'ultimo momento mi hanno fatto cambiare destinazione. Sono andato senza documentarmi troppo, fidandomi solo dell'opinione entusiasta di altri viaggiatori, per avere il piacere di scoprire giorno dopo giorno questo splendido posto.
Gli scatti che presenterò da oggi, spero riescano a far capire quello che ha significato per me questa esperienza: un enorme sorriso distribuito sui volti della gente che ho incontrato!
Sì, perché il Myanmar (o Birmania, se preferite) è un paese che offre tanti spunti – dalla splendida natura, alle numerosissime pagode – ma è la gente che, con la sua accoglienza, la sua calma interiore, il suo carattere aperto e sorridente, rende particolare ed emozionante il soggiorno dei pochi visitatori che arrivano da occidente.
Eppure di motivi per stare allegri i birmani ne avrebbero ben pochi: l'attuale situazione politica di una dittatura militare opprimente, le condizioni di povertà, la precarietà sanitaria, uno stile di vita duro e senza agi, rendono questo paese poco appetibile.
Ma, nonostante tutto, mi è sembrato di trovarmi di fronte a gente felice.
Chissà se è anche l'enorme devozione verso il Buddhismo Theravāda ad aiutare e confortare le persone; di certo è un aspetto ben radicato e le numerosissime pagode disseminate per tutto il Myanmar testimoniano quanto sia importante tenere viva la tradizione religiosa.
Buona visione!
Nella foto: statua di Buddha all'interno del Tempio di Manuha, a Bagan.
data di pubblicazione
6 Mag 2011
data dello scatto
19 Mar 2011
Canon EOS 5D Mark II + EF 24-105mm f/4 L IS USM