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CREMAZIONI SUL GANGE (VARANASI)
In questa immagine si vede il fumo di una pira in lontananza: sono le famose cremazioni che, senza interruzione, si susseguono sulle rive del Gange.
Non ho fatto fotografie ravvicinate per rispetto della cerimonia e del dolore dei parenti; è però possibile assistere a tutto il rituale, recandosi a piedi sul ghat e restando in disparte.
Al solo sentire la parola "cremazione", molta gente inorridisce. Mi avvicino con un po' di timore, pensando che lo spettacolo mi farà stare male. Mi viene incontro un anziano che vende la legna per le pire. Con i suoi occhi arrossati dal fumo e il suo sguardo un po' stravagante, comincia a parlarmi e a condurmi per i vari livelli del ghat, autoproclamandosi la mia guida personale.
Mi spiega, con un inglese reso incomprensibile dal tipico accento indiano, le fasi del rito e il significato che gli induisti attribuiscono ad esso. Nel frattempo, vengo assalito da un fortissimo odore di incenso e di bruciato. Meglio non pensare che la cenere che cade sopra di me, non è altro che un residuo umano.
Finalmente comincia il rito. Il defunto è poggiato sulle scale, coperto da un lenzuolo ricamato e da fiori. Il figlio maggiore, vestito di bianco e con il capo rasato, si avvicina e scopre il corpo. Lo bagna con l'acqua del Gange e, insieme ai parenti, si mette in posa per una foto ricordo con il caro estinto.
Il corpo viene sistemato sulla catasta di legna (altra foto ricordo!) e il figlio compie cinque giri rituali intorno alla pira, appiccando il fuoco. Contemporaneamente, alle mie spalle, campane e tamburi iniziano a scandire una litania dalla cadenza solenne e suggestiva.
Il fuoco comincia ad avvolgere tutto. Adesso i parenti siedono sui gradini, aspettando. Hanno comprato tanta legna, quindi sarà una cremazione veloce: circa un paio d'ore. Successivamente le ceneri verranno tenute dentro casa per dieci giorni e poi gettate nel Gange.
Mi accorgo che accetto come una cosa normale e logica, quello che pesavo fosse uno spettacolo sconvolgente, grazie anche alle spiegazioni ricevute e alla naturalezza con cui gli indiani vivono questo rito.
Vado via ben conscio di aver visto qualcosa di unico. Offro una mancia alla mia guida improvvisata che, ovviamente, non è stata così gentile e disponibile per un semplice spirito di accoglienza.